3 tappe per visitare i navigli in bici


Indice
  • Tour in bici in 3 tappe alla scoperta dei navigli
  • Breve descrizione del tour
  • Cosa vedremo durante il tour giorno 1
  • Cosa vedremo durante il tour giorno 2
  • Cosa vedremo durante il tour giorno 3
  • Il tour di gruppo di questa primavera



Alla scoperta dei navigli in bicicletta

Quando si parla di navigli il mezzo migliore per visitarli è senza dubbio la bicicletta, un esperienza unica per conoscere e scoprire in modo slow il più famoso sistema di canali artificiali d’Italia che, sommati tra di loro (Naviglio Pavese 33km, Naviglio Grande 50km, Naviglio di Bereguardo 19km, Naviglio della Martesana 38km, Naviglio di Paderno 3km) coprono un area di circa 1800km quadrati tra il fiume Ticino e il fiume Adda.

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Fin dal medioevo, periodo di inizio della loro costruzione con il Naviglio Grande, hanno fortemente influenzato questa vasta area geografica compresa tra Milano, Pavia, Varese, il Lago Maggiore e il Lago di Como e, nel corso dei secoli hanno avuto funzioni diverse, navigazione, irrigua, energetica e anche difensiva, a seconda delle esigenze del periodo, senza contare il grande peso ambientale che si è creato nei secoli che ha attirato una grande quantità di fauna che trova cibo e riparo lungo le terre fertili che si sono create.

Oggi i navigli, con le loro alzaie, sono una delle mete più frequentate per gli amanti delle attività outdoor, che siano sportive o solo delle semplici gite fuori porta

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Il Naviglio Grande, il Naviglio Pavese e quello di Bereguardo sono strettamente interconnessi tra di loro, il Naviglio Grande infatti lungo il tragitto, all’altezza di Abbiategrasso, cede le sue acque al Naviglio di Bereguardo che arriva al omonimo paese.

Una volta arrivato a Milano il Naviglio Grande entra nella Darsena di Porta Ticinese e quando esce prende il nome di Naviglio Pavese, facile immaginare la destinazione finale di questo naviglio che durante il percorso passa anche per la famosa Certosa di Pavia.

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Breve descrizione del giro

Proprio questa interconnessione tra Naviglio Grande, Pavese e di Bereguardo, rende possibile un bel giro ad anello, da fare in bicicletta, per scoprire il territorio, i suoi monumenti, la sua natura e tutto il giro che fa l’acqua che da fiume Ticino alla fine torna nel Ticino.

Quando si parla di navigli la prima città che viene in mente è sicuramente Milano, non a caso il capoluogo lombardo è considerato il fulcro principale di tutto il sistema di canali che intorno ad esso e per le sue esigenze è stato costruito.

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Come partenza ed arrivo di un tour per visitare i navigli la Darsena di Milano è perciò il punto perfetto, da lì, seguendo lo scorrimento dell’acqua si imbocca il Naviglio Pavese e rapidamente ci si trova fuori città, la pista ciclopedonale scorre lenta prima sul fianco destro del naviglio per poi passare su quello sinistro fino al suo arrivo a Pavia.

Arrivati a Pavia suggeriamo un giro per il centro città, un centro storico ricco di monumenti tutti a poca distanza l’uno dall’altro, a partire dal Ponte Coperto sul Ticino, il Duomo, la Chiesa di San Michele e l’Università col le sue torri medievali.

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Da Pavia, per raggiungere il Naviglio di Bereguardo, bisognerà costeggiare per un tratto il fiume Ticino, attraverso strade secondarie e strade di campagna si raggiunge prima Bereguardo per poi imboccare la ciclopedonale che costeggia il naviglio fino ad Abbiategrasso. Il paese è piccolo ma caratteristico, passeggiando per le sue vie si possono trovare negozi e ristoranti tipici e per finire a fare da fulcro il Castello di Abbiategrasso.

L’ultimo tratto di strada da Abbiategrasso ci riporta al punto di partenza sulla darsena di Milano, costeggiando la pista ciclopedonale del Naviglio Grande lentamente si rientra in città, le campagne lasciano spazio a case e palazzi sempre più alti finché non si rientra nella zona dei locali della movida milanese.

Tutto il giro sono circa 106km, il nostro suggerimento e di dividerlo in 3 tappe per gustare a pieno e con lentezza tutti i posti che si attraversano



Cosa vedremo durante il tour dei navigli

Giorno 1 –  Il Naviglio Pavese, dalla darsena di Milano al centro di Pavia – 37km

darsena-milano-palazzijpgIl Naviglio Pavese, lungo circa 33 km e con le sue 12 conche con cascate fu utilizzato fino alla metà del 1900 per il trasporto merci, sostituendo di fatto il più piccolo e difficoltoso Naviglio di Bereguardo. Con l’avvento del trasporto su gomma, molto più veloce, il Naviglio Pavese perse la sua funzione di trasporto venendo declassato a canale irriguo.

La scala d’acqua

Detto anche “castello di conche”, era per l’epoca una delle opere ingegneristiche e idrauliche più importanti. Resasi necessaria per collegare il Naviglio Pavese al Ticino che nell’ultimo tratto avevano un dislivello di quasi 20 metri. Oggi purtroppo la Scala d’Acqua è in stato di abbandono

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I guardiani dell’acqua

I custodi delle acque, regolavano la navigazione e si occupavano della manutenzione del tratto del Naviglio a loro assegnato segnalando eventuali malfunzionamenti delle conche o erosioni delle rive e dei fondali. Sul Naviglio Pavese quasi ogni conca aveva un custode a cui veniva assegnata un’apposita abitazione

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La Cascina e il Ponte dell’Annone

Era uno dei villaggi agricoli più importanti della zona, oggi è soltanto un rudere abbandonato all’incuria e al tempo. Vista l’importanza del complesso ai tempi si rese necessario collegare le due sponde del Naviglio con una passerella, costruita interamente in ferro, fu la prima di 5 che successivamente si aggiunsero

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Antichi Mulini Certosa

Siamo vicini alla Certosa di Pavia, nell'omonimo paese, dove già nel medioevo sorgeva un mulino, gli attuali mulini risalgono invece al 1889 e l’architettura dell’edificio da allora è rimasta intatta ed è per questo che oggi è classificata fra le costruzioni di interesse storico/industriale. Un tempo per la macinazione del grano si utilizzava la forza dell'acqua prelevata direttamente dal vicino naviglio che grazie ad una serie di ingranaggi permetteva alle macine di girare per poi tornare nel naviglio Pavese. Il mulino è tutt'oggi in funzione, al suo interno i macchinari per la lavorazione del grano sono stati ovviamente modernizzati, le ruote che anticamente giravano grazie alla forza delle acque non ci sono più, ma passando lungo il suo fianco in bicicletta ancora sembra di fare un salto indietro nel tempo di più di 100 anni.

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La Cascina Salterio

Siamo nel comune di Moirago, all'altezza della quarta conca del Naviglio Pavese dove già nel 1300 sorgeva il podere che avrebbe poi preso, nel 1800, il nome Salterio dalla famiglia che la acquistò. Tutta la struttura è un vero e proprio villaggio agricolo che comprende gli alloggi dei salariati, la villa Salterio, le stalle oggi sede del Museo Salterio e sull'altra sponda del naviglio asilo, elementari e il cimitero.

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Il Ponte del Trofeo

Per celebrare la fine dei lavori del primo tratto del Naviglio Pavese, dalla Darsena alla prima conca, nominata poi Conca Fallata, venne posto sul primo ponte un monumento commemorativo in onore della grandiosa cerimonia organizzata per l’occasione. I lavori però come vedremo si interruppero poco dopo.

El Burg de Furmaggiat

I palazzi tra il Naviglio Pavese e Corso San Gottardo erano un tempo nominati «il borgo dei formaggiai. Qui venivano infatti scaricati latte e formaggi, per questo in breve tempo nelle corti di questa zona sorserò numerose casere e le cantine venivano usate come depositi per conservare e stagionare i formaggi.

La Conca Fallata

A causa di parecchie difficoltà durante gli scavi i lavori si interruppero e il progetto del Naviglio Pavese venne per un lungo periodo abbandonato, tanto che, tra il popolo il naviglio e la sua vicina conca vennero soprannominati «fallati»


Le Cartiere Binda

Costruite vicino alla Conca Fallata per sfruttare il salto delle acque per produrre energia, le Cartiere Binda videro subito un gran successo. Dopo l’incendio del 1871 continuò a rimanere in attività fino alla fine degli anni ’90. Oggi è stata riconvertita in alloggi residenziali mantenendo però la struttura originale della fabbrica.

Il Ponte Coperto

Già in epoca romana, nell'antica città di Ticinum era presente un primo ponte che collegava le due rive del fiume all'altezza del moderno Ponte Coperto. Di questo ponte rimane, facilmente visibile nei periodi di magra, la base di un pilone centrale.

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La Certosa di Pavia

Tra Milano e Pavia, commissionata dal Duca di Milano Gian Galeazzo visconti è uno tra i più imponenti complessi monastici della zona, potremmo scrivere molte pagine a riguardo perciò, vogliamo lasciarvi solo con una curiosità: in una navata laterale è possibile osservare due affreschi singolari. Due monaci certosini affacciati ad una finestra, grazie ad un’illusione ottica, sembrerà che vi seguano con lo sguardo. 



Giorno 2 - Il Naviglio di Bereguardo, da Pavia ad Abbiategrasso – 44km

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Unica via di collegamento tra Milano e il mare, fondamentale per il trasporto del sale e delle altre merci che risalendo dal Po e dal Ticino erano dirette a Milano. Dal Ticino al Naviglio però le merci viaggiavano via terra, spesso trainando l’intera imbarcazione. Questa “scomodità” fece sì che, il Naviglio di Bereguardo, con l’entrata in funzione del Naviglio Pavese, venne abbandonato.

Chiesa di Sant' Antonio Abate di Abbiategrasso

Edificata forse nello stesso periodo degli scavi del Naviglio Grande, anche se le prime testimonianze scritte si hanno solo nei primi anni del 1600. Punto di riferimento per i naviganti, sorge infatti dove il Naviglio Grande fa una curva a 90 gradi lasciando parte delle sue acque al Naviglio di Bereguardo che ha il suo incile proprio in quel punto

Il guado del Naviglio di Bereguardo

Una curiosità poco menzionata ma di fatto unica del Naviglio di Bereguardo è la possibilità di guadare le sue acque, all'altezza di Motta Visconti infatti, per un breve tratto gli argini del naviglio si abbassano permettendo ai mezzi agricoli delle cascine di passare da una sponda all’altra.

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La via del sale di Milano

Tutte le merci destinate a Milano che provenivano dalla zona dell’Adriatico passavano per il Naviglio di Bereguardo, c’era un po’ di tutto, dalle spezie ai prosciutti e ai formaggi, ma niente era consumato con così tanta costanza ed in grandi quantità come il sale. Il naviglio perciò, in un certo senso diventò una specie di “via del sale”.

Ponte di Sassi e Cascina Conca

A ridosso della Conca di Basiano si trova un piccolo e caratteristico ponte di pietra, probabilmente costruito nello stesso periodo della vicina Cascina Conca. Proprio sul lato che da sulla pista ciclopedonale si può vedere sulla facciata della cascina il simbolo della colomba, indicazione dei beni appartenenti all’Ospedale Maggiore.

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Conca di Basiano

Delle 11 conche costruite lungo il percorso del naviglio si mantengono ancora in buono stato la pavimentazione e alcune parti in muratura, dettaglio non trascurabile se si pensa che sono state costruite quasi 4 secoli fa. In particolare la Conca di Basiano è l’unica che conserva ancora entrambe le porte per regolare il flusso d’acqua.

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Castello di Bereguardo

Quello che un tempo era uno dei complessi agricoli più importanti della zona, con la sue stalle, le case dei salariati, magazzini, stelle oggi è soltanto un rudere abbandonato all’incuria e al tempo. Vista l’importanza del complesso ai tempi si rese necessario collegare agevolmente le due sponde del Naviglio Pavese da una passerella pedonale, costruita interamente in ferro, fu la prima di 5 che successivamente si aggiunsero lungo tutto il naviglio.

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Chiesa di Sant’ Antonio Abate di Bereguardo

Siamo nel comune di Moirago, all'altezza della quarta conca del Naviglio Pavese dove già nel 1300 sorgeva il podere che avrebbe poi preso, nel 1800, il nome Salterio dalla famiglia che la acquistò. Tutta la struttura è un vero e proprio villaggio agricolo che comprende gli alloggi dei salariati, la villa Salterio, le stalle oggi sede del Museo Salterio e sull'altra sponda del naviglio asilo, elementari e il cimitero.

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Giorno 3 - Il Naviglio Grande, da Abbiategrasso alla darsena di Milano – 25km

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Il Naviglio Grande è stata la prima opera del genere a essere realizzata in Europa e storicamente è il più importante dei Navigli milanesi, nonché una delle grandi infrastrutture di ingegneria che sin dall'alto Medioevo caratterizzavano, con strade, ponti e irrigazione, il territorio lombardo, consentendo lo sviluppo dei commerci, dei trasporti e dell'agricoltura.

Palazzo Stampa

Le origini di questo imponente palazzo alle porte di Abbiategrasso sono poco note, le prime tracce documentate si hanno nel 1697. Fu uno dei luoghi di ritrovo per chi combatteva per unire l’Italia e durante la II Guerra Mondiale venne utilizzato come rifugio sicuro per sfuggire alla cattura dei tedeschi.

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Palazzo Galloni

Palazzo del ‘600 che si affaccia direttamente sul Naviglio Grande, il suo aspetto malandato ed in evidente stato di abbandono nasconde invece al suo interno un cortile che lascia sorpresi i visitatori che da li possono vedere il corpo principale del palazzo con le sue alte mura ricoperte di piante rampicanti e glicini.

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Il Ponte dello Scodellino

L’ultimo ponte del Naviglio Grande prima che entri nella Darsena di Milano. Il suo nome pare sia dovuto al fatto che le imbarcazioni per passare il ponte dovevano pagare con una moneta del valore di un quarto di scudo, un'altra ipotesi un po’ più fantasiosa invece racconta di una scodella di minestra calda che i conducenti dei barconi mangiavano in una vicina osteria prima del ponte

Chiesa di Sant' Invenzio

Una facciata barocca con due toni di colore, bianco e ocra che sottolineano e fanno risaltare stucchi e statue. All'interno un affresco della Madonna delle Grazie col Bambino ritenuto miracoloso. La storia racconta infatti del crollo della volta della chiesa durante dei lavori di rifacimento, crollo che miracolosamente non ha fatto vittime ed ha lasciato intatto l’affresco da allora meta di pellegrinaggi

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Chiesa di San Cristoforo

Due chiesette affiancate sorgono sul percorso che conduceva a Milano dalla Lomellina, originariamente pare che in quel luogo sorgesse un tempio pagano ma la cosa non è accertata. Alla chiesa di sinistra, quella più antica venne poi affiancata, per volere dei Visconti, una seconda chiesa per commemorare anche l’improvvisa cessazione della peste del 1399.

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Vicolo dei Lavandai

Il vicolo prende il nome da un lavatoio, rimasto tuttora in gran parte intatto, in uso dall’800 fino agli anni ’50 del 900 per lavare indumenti e biancheria. La declinazione maschile di “lavandai” è data dal fatto che ad occuparsi del lavaggio erano gli uomini, organizzati nella Confraternita Lavandai di Milano.

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